COME PERCEPISCE LA CASA NOSTRO FIGLIO/A
Luogo della sicurezza.
Proviamo a
guardare al mondo animale e osserviamo le esigenze primarie di un cucciolo
appena nato. Quello della sicurezza è insieme con quello dell’alimentazione,
l’aspetto collegato alla sopravvivenza. Partendo dal presupposto che gli
istinti primordiali sono ancora radicati nel nascituro così come sopiti in noi
adulti, la casa rappresenta per il neonato la medesima cosa che la tana
rappresenta per il cucciolo: il riparo, il conforto, la sicurezza, la
tranquillità.
In altre
parole è il luogo che, per la presenza dei genitori, fa sentire al sicuro da
ogni eventuale pericolo i nostri figli. Il bambino col tempo assocerà la
propria abitazione alla presenza dei genitori. Provo a fare un esempio pratico
attraverso due casi tipici. Primo caso.
Nostro figlio si è addormentato a casa sua; al risveglio, riconoscendo nel
luogo quello in cui vive assieme ai genitori, potrebbe optare per due azioni:
richiamare l’attenzione della mamma attraverso il pianto o in tutta
tranquillità attendere l’arrivo di qualcuno a lui familiare. Secondo caso. Nostro figlio si risveglia
in un luogo a lui sconosciuto. Nella maggior parte dei casi si metterà a
piangere. Sicuramente perché non riconoscendo nel luogo la presenza dei
genitori, si sentirà in pericolo.
Quante volte
nostro figlio, impaurito ha pronunciato in lacrime la seguente frase: “Mamma
voglio andare a casa”. Questo aspetto rimane impresso nelle nostre menti, a tal
punto che anche da adulti, ogni qualvolta siamo sottoposti a situazione di
forte stress emotivo, la nostra mente, quasi in stato d’autodifesa, va a
relazionarsi con la nostra abitazione. Lì è il luogo del riparo da tutto ciò
che ci fa paura. Non a caso chi soffre di crisi di panico, riesce a stare in
una condizione accettabile soltanto nella propria casa e non in una qualunque
abitazione.
Luogo d’esplorazione.
Continuando a
rapportarci al mondo animale, l’abitazione, nella gran parte dei casi, diverrà
in seguito il luogo dell’esplorazione. Crescendo, nostro figlio/a, imparerà a
ri-conoscere il mondo attraverso l’esperienza conoscitiva maturata nel luogo
più riconoscibile per lui, in altre parole la propria casa, il luogo che “sa”
di mamma e papà. Credo che la fase “esplorativa” del bambino sia meno proficua in
luoghi più “anonimi” come ad esempio il nido e la scuola materna, luoghi nei
quali il bambino non riconosce la presenza rassicurante di chi deve
assicurargli la sopravvivenza, ma al contrario trova la compresenza d’altri
“cuccioli” non appartenenti al proprio nucleo familiare o nel migliore dei casi
al proprio branco, quali potrebbero essere, ad esempio, i propri cugini.
Luogo di conquiste.
E’ a casa
propria dove nostro figlio/a farà le conquiste più affascinanti e appaganti.
Imparerà a gattonare, arrampicarsi, conquistare vette e traguardi fino al
giorno prima per lui impensabili da raggiungere. Conoscerà il sapore della
propria tana: leccherà le gambe delle sedie del soggiorno piuttosto che i
cuscini del divano. Scoprirà mondi affascinanti da conquistare in ogni cassetto
che gli sarà permesso di aprire.
Luogo dell’indipendenza.
Crescendo un
giorno imparerà a camminare conquistando spazi con la sicurezza di chi sta
“ritto” in piedi, si ergerà sulle sedie per “appropriarsi” del lavabo per
lavarsi, dello sportello dei biscotti per cibarsi, delle ante dell’armadio per
vestirsi.
Luogo dell’apprendimento.
In casa
imparerà a prendere oggetti, a tirare oggetti, a spostare oggetti, ad
ascoltare, a suonare, a disegnare, ad impastare, a pulire. Imparerà le proprie
possibilità ma anche i propri limiti. Scoprirà quale meraviglioso arcano c’è
dietro il funzionamento della lavatrice piuttosto che del frullatore.
Luogo delle relazioni.
Qui, più che
altrove, capirà come relazionare con il mondo circostante. Qui cercherà di
esprimere le proprie insoddisfazioni, le proprie esigenze, i propri desideri.
Qui, sarebbe opportuno che iniziasse a interagire con altre persone che non
sono i propri genitori, scoprirà le esigenze altrui, imparerà a convivere. (arch. Ciccio De Gaetano)
Salve,
RispondiEliminaComplimenti per il tuo blog e per tutto quello che state facendo: attività ecc. Sarei interessata ad intraprendere l'homeschooling con mia figlia che adesso ha quasi 5 anni. Ma, sinceramente, non saprei come iniziare. Sto guardandomi intorno soprattutto per essere informata al meglio per quando farà la primaria, ma trovo solo informazioni contrastanti. Potrei contattarti in privato per farmi dare queste indicazioni, anche burocratiche, e consigli per iniziare?
Grazie mille!
Puoi scrivermi alla mia mail, mariaglia65@gmail.com.
EliminaA presto