venerdì 27 marzo 2015

Parole che ci parlano

Oggi scriverò di un libro meraviglioso scritto da un unschoolers Robyn Scott al titolo "Come si bacia un serpente". Questo libro mi piaciuto tanto soprattutto perchè mi era piaciuto leggere un libro di una famiglia unschooler e poi perchè si parla sempre di libertà e di sogni realizzati.





Robyn è appena bambina quando i genitori dicidono di lasciare la Nuova Zelanda per trasferirsi in Botswana  con i tre figli, in mezzo al bush terra natale del papà di Robyn,Damien e Lulu.
La famiglia di Robyn si ritrova a vivere in una stalla restaurata dei genitori con carta da pacco laccata accanto alla casa dei nonni paterni (naturalmente contrari all'unschooling!) che raccontano ai nipoti le tradizioni del Botswana. Robyn e i suoi fratelli trascorrono la loro infanzia leggendo Lewis,Tolkien e Kipling partecipando a concorsi come "Pony dal Mantello più Bello" lavandosi i i pony da soli,imparando a cavalcare un cavallo selvaggio e imparando la matematica cucinando torte.
I nonni pensavano che questi ragazzi non avrebbero avuto un futuro invece proprio Robyn si iscrisse a Cambridge laueandosi in bioinformatica !  


Un dialogo che mi ha colpito molto tra il nonno e Robyn è questo:

"E como lo chiamerai, Robbie ?" domandò nonno.
"Non so. Non ho ancora deciso."
"Che te ne pare di ..." Fece una pausa a effetto, tirando un pezzo di fil di ferro.
"Perchè non lo chiami come il cavallo di Alessandro Magno? Che ne dici?"
"Naaa" sospirai, continuando a fissare il letame invaso da erbacce. "Bucefalo è un nome bruttissimo."
Nonno si girò di scatto  per guardarmi, fissandomi con uno sguardo azzurro e penetrante. "Che hai detto?"
"Credo che Bucefalo si bruttissimo, nonno."
"Ricordami ancora: quanti anni hai?"
"Quasi otto" risposi spazientita."


Robyn Scott

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomemadeMamma 


Al prossimo venerdì...... :)

Agnese 









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